Autenticità, integrità della lila (notte rituale) e considerazione di alcune varianti significative. Questi sono i criteri che hanno prevalso nella realizzazione dell'«Antologia della musica gnaoua», che sarà presentata a margine del 17° Festival Gnaoua e delle musiche del mondo, previsto dal 12 al 15 giugno prossimo a Essaouira. Questa raccolta è il frutto di un vasto lavoro condotto dall'Associazione Yerma Gnaoua con l'obiettivo di preservare un patrimonio particolarmente ricco e di valorizzare la ricchezza ritmica, melodica, lirica e stilistica di un'arte ancestrale che è motivo di orgoglio e rinomanza del Marocco culturale. Questa antologia «ambisce anche a infondere una dinamica di creatività, permettendo ai musicisti, compositori e ricercatori di disporre di un importante fondo di risorse per tutta la musica marocchina», si rallegra l'associazione creata nel 2009 con l'obiettivo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio immateriale della confraternita dei Gnaoua. «Un importante lavoro di iconografia e impaginazione è stato effettuato e numerose disposizioni sono state prese al fine di rendere questa antologia un evento che renda omaggio ai nostri tesori umani viventi e al magnifico patrimonio immateriale che rappresentano», precisano i responsabili di questa associazione. Questa antologia offre, ad oggi, un'esplorazione sonora di oltre 14 ore compilate in 9 CD, un libro composto da testi che offrono una triplice chiave di lettura (storica, antropologica e musicologica) e un taccuino di viaggio che ripercorre la prima missione di prospezione. Oltre ad apprezzare tutte le sfumature e i riferimenti del repertorio gnaoui (le introduzioni, il gioco delle percussioni, le fasi ludiche, così come il percorso completo dei mlouks e dei colori), gli amanti della musica gnaoua ritroveranno anche le biografie dei maâlems, la cui scelta non stabilisce alcuna classifica, precisa l'associazione. E per una buona ragione: «Va da sé che tutti i maestri si equivalgono, ma il nostro unico criterio è stato quello di assegnare a ciascuno il repertorio che padroneggia meglio; l'obiettivo è quello di coprire l'intera gamma del repertorio», spiegano. È da sottolineare che la totalità dei testi cantati è stata trascritta in arabo e tradotta in francese. Bisogna tuttavia sottolineare che la realizzazione di questo magnifico gioiello, che ha richiesto anni di ricerche e di raccolta di testi cantati, non è stata facile. «Essendo tipico della tradizione orale essere mobile e mutevole, i maâlems delle diverse generazioni hanno preso l'abitudine di omettere dei pezzi e di aggiungerne altri. Di fronte a questa difficoltà di fissare un repertorio immutabile, questa antologia stabilisce uno svolgimento normale delle diverse fasi, facendo astrazione dalle differenze che non influenzano la coerenza del corpus generale», avverte l'Associazione Yerma Gnaoua, la cui azione mira a far conoscere la cultura gnaouie in Marocco e nel mondo e ad assicurare la perpetuazione delle sue tradizioni. È stato necessario innanzitutto «scartare numerosi pezzi derivanti sia dal contatto recente con la canzone popolare cittadina che dagli scambi con alcune confraternite religiose. Successivamente, abbiamo conservato lo svolgimento convenzionale della lila in 3 parti (al âda, oulad Bambara e i mlouks). Abbiamo, infine, integrato alcune varianti regionali e in particolare la performance di isamgane (gnaoua amazigh), la versione nordica, i sebtiyyine (gnaoua ebrei) e i ganga presahariani», spiegano. Grazie a questa antologia, l'Associazione Yerma Gnaoua intende mettere a disposizione di musicisti, compositori e ricercatori un importante fondo di risorse per tutta la musica marocchina. E, allo stesso tempo, infondere una dinamica di creatività. Sapendo che questo patrimonio interessa molti musicisti in tutto il mondo, l'associazione spera che questi ultimi vi trovino un'occasione per servirlo nel vasto spazio della world music. «La pubblicazione dell'antologia della musica gnaoui è un'ulteriore pietra nel nostro edificio e speriamo che aprirà nuove prospettive per quest'arte ancestrale e questa confraternita», ha indicato recentemente Neila Tazi Abdi, produttrice e direttrice del Festival Gnaoua.
Fornitore/Fonte : Libération