I lavori di perforazione a livello del comune rurale di Mejji, situato nella regione di Chiadma della provincia di Essaouira, hanno portato la scorsa settimana alla scoperta del 30% delle riserve di gas stimate dalla ditta petrolifera.
Secondo Abdelmajid Mouaätamid, presidente del comune di Mejji guidato dall'USFP, i lavori di perforazione, avviati un mese prima, hanno raggiunto i 1900 metri di profondità. Per quanto riguarda i segnali di allarme che risuonano frequentemente, Mouaatamid ha tenuto a precisare che si trattava di semplici avvertimenti rivolti al personale contro le emissioni tossiche ripetitive risultanti dai lavori.
È opportuno ricordare che il bacino di Essaouira costituisce una delle zone più promettenti del paese, il cui potenziale confermato in idrocarburi è il più importante ad oggi. Infatti, diverse scoperte sono state realizzate in questo bacino, tra cui quella del giacimento di Meskala nel 1981, considerata la più importante scoperta fatta finora in Marocco.
Nel 2012, la produzione di gas naturale di questo bacino, composto da blocchi che si estendono su 711 km², aveva raggiunto i 34 milioni di Nm3 (normal metro cubo).
L'esplorazione del gas in Marocco, si precisa, è in piena effervescenza. Le scoperte di giacimenti da parte di diverse società di esplorazione sono sempre più numerose.
Inoltre, i fabbisogni previsionali di gas naturale del Marocco sono stimati a 4,8 miliardi di m3 nel 2015 e 7,8 miliardi nel 2020. Ecco perché lo Stato marocchino intende intensificare l'esplorazione dei bacini del paese in prospettiva di nuove scoperte.
Fornitore/Fonte : Abdelali khallad, Libération