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401 famiglie reclamano i loro alloggi a Essaouira

401 famiglie di piccoli funzionari il cui salario è inferiore a 3.000 dirham reclamano i loro alloggi economici a Essaouira. Dal 2009, attendono la consegna dei loro appartamenti. In un comunicato pubblicato dall'Associazione dell'alloggio economico dei funzionari a Essaouira, quest'ultima suona ancora una volta il campanello d'allarme e imputa la responsabilità di questo ritardo all'operatore immobiliare Al Omrane che, secondo il comunicato, non ha mostrato buona volontà per sbloccare la situazione. «Sono quattro anni ormai che le suddette famiglie si sono impegnate in questo progetto immobiliare che dovrebbe soddisfare la domanda di alloggi dei piccoli funzionari. Contro ogni aspettativa, alcuni di loro continuano a pagare le rate dei crediti, altri sono stati messi alla porta dai proprietari, mentre una terza categoria vive ancora in condizioni indegne», ha dichiarato un beneficiario a «Libé». Al Omrane, l'impresa incaricata della realizzazione del progetto, e la commissione incaricata del monitoraggio del progetto Tafoukt-extension sono state messe all'indice dall'Associazione dell'alloggio economico dei funzionari a Essaouira che reclama, tra l'altro, la ripresa dei lavori, la regolarizzazione della situazione dell'area fondiaria, il lancio dei lavori della seconda tranche del progetto, la designazione di una commissione d'inchiesta per fare luce sui retroscena di questo affare e la consegna della prima tranche nel più breve tempo possibile. «È a favore di Al Omrane che ho versato 120.000 dirham e non all'impresa incaricata della realizzazione dei lavori. Di conseguenza, mi aspetto che la holding pubblica si assuma la sua piena responsabilità”, reclama la vedova di un beneficiario, deceduto quattro anni prima. Fa parte dei beneficiari della seconda tranche del progetto i cui lavori di costruzione non hanno ancora ottenuto l'autorizzazione! Purtroppo, non è l'unico dossier immobiliare a carattere spinoso che fa parlare di sé a Essaouira. I beneficiari del progetto Argana, che aveva fatto scalpore qualche anno prima, reclamano i loro lotti di terreno all'operatore Al Omrane. Hanno firmato una petizione per protestare contro il blocco di questo progetto che tarda a vedere la luce.

Fornitore/Fonte : A.k, Libération


A.k, Libération
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