Una sessione straordinaria era prevista ieri per discutere l'annullamento delle decisioni di cessione di beni municipali a prezzi irrisori, se non simbolici, ovvero 600 DH al m2 a favore di cinque persone fisiche.
Una decisione presa nel quadro della sessione di ottobre 2009 e messa a nudo da «Libé» a più riprese. Ma l'opinione pubblica ha preso coscienza di questa perdita ben dopo l'avvio della procedura di acquisizione da parte di uno dei cinque beneficiari di un lotto di 900 m2 situato nel quartiere Tilal.
Partiti politici, sindacati e associazioni hanno reagito con forza alla firma del contratto di cessione da parte di Mohammad El Ferra a favore del suddetto beneficiario, che ha fatto di tutto per registrare il contratto presso i servizi della conservazione fondiaria. Le istanze politiche, sindacali e associative firmatarie di un comunicato congiunto avevano chiesto l'intervento della giurisdizione finanziaria, trattandosi di un caso di spreco di denaro pubblico e di cattiva gestione che lede gli interessi dei cittadini. Il governatore della provincia di Essaouira aveva infine dato ragione ai protestatari, sollecitando El Ferra tramite una lettera a chiedere l'annullamento del contratto di cessione n° 2/2012 del 12 marzo 2012.
«Poiché si trattava di un solo caso, bisognava trattare l'affare nella sua globalità annullando l'insieme delle decisioni di cessione alla base di questo scandalo. Questa vicenda riflette chiaramente le irregolarità relative alla gestione del comune di Essaouira, poiché l'ultima operazione di cessione realizzata nel 2002 aveva valutato il metro quadro a più di 1000 dirham! Su quale base è stato fissato il prezzo di 600 dirham, sapendo che il prezzo di mercato valuta il metro nelle zone in questione tra 6.000 e 10.000 dirham?», si interroga un consigliere comunale.
Poiché l'ex governatore non aveva espresso chiaramente il rifiuto delle decisioni di questa cessione, una posizione interpretata giuridicamente come un'approvazione implicita dopo 30 giorni dall'invio del verbale della sessione del consiglio comunale, le componenti della sfera politica e civile evocano la responsabilità dell'autorità locale in questa vicenda. Infatti, i beneficiari, anche in caso di annullamento delle decisioni di cessione, possono sempre ricorrere alla giurisdizione amministrativa per far valere i propri diritti e chiedere persino un risarcimento. Uno scenario considerato inevitabile dagli osservatori, che ritengono che il danno sia ormai fatto nonostante tutte le misure prese al riguardo. Partiti politici, sindacati e associazioni si sono spinti fino a chiedere la revoca di Mohammed El Ferra che, secondo un comunicato firmato congiuntamente da 20 entità, continua a gestire il comune di Essaouira nonostante la sua condanna a cinque anni di reclusione nel quadro dell'affare MGPAP. I firmatari hanno esortato Abdelilah Benkirane a rispettare le sue promesse relative alla lotta contro la corruzione, reclamando al contempo al Ministro della Giustizia e delle Libertà di chiarire i retroscena di questa vicenda definita insostenibile.
Una consigliera comunale aveva inoltre indirizzato una lettera al procuratore generale del Re presso la Corte d'Appello di Safi, chiedendogli di avviare procedimenti giudiziari contro tutte le parti coinvolte in questa vicenda.
Fornitore/Fonte : Abdelali khallad, Libération