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Conflitto tra l'Associazione Sidi Megdoul e la delegata del Ministero della Salute: la doppia pena dei pazienti affetti da insufficienza renale di Essaouira

Il 20 marzo 2012, un ufficiale giudiziario si è recato, su ordine del presidente del tribunale di primo grado di Essaouira, presso il centro di emodialisi per redigere un verbale relativo alla denuncia presentata dall'Associazione Sidi Megdoul dei pazienti affetti da insufficienza renale, oggetto del fascicolo N° 273/2012.

Arrivato sul posto alle 17:00, l'ufficiale giudiziario nota nel suo rapporto di aver trovato due pazienti, una donna e un uomo, pallidi ed esausti, che gli hanno dichiarato di attendere una seduta dalle 7 del mattino. Purtroppo, affermano i due pazienti, il medico responsabile ha negato loro il diritto alle cure vitali, anche se avevano già versato il costo della seduta a favore dell'Associazione Sidi Megdoul dei pazienti affetti da insufficienza renale. Il verbale dell'ufficiale giudiziario cita la dichiarazione di un responsabile dell'Associazione presente sul posto, il quale afferma che non vi è alcuna ragione che giustifichi la decisione del medico, poiché ci sono ancora cinque apparecchi per emodialisi disponibili per garantire le cure ai malati. Questo verbale riflette il retroscena del conflitto che oppone da diversi mesi l'Associazione Sidi Megdoul dei pazienti affetti da insufficienza renale, da una parte, e la delegata del Ministero della Salute, dall'altra.

«È inconcepibile continuare a respingere le richieste di cure formulate da pazienti affetti da insufficienza renale che hanno i mezzi per pagare il costo delle sedute. Molti pazienti non riescono più a sopportare gli spostamenti verso altre città. Perché allora privarli di questa possibilità, dato che c'è modo di rispondere alla loro richiesta con i mezzi esistenti del centro di emodialisi?», ci ha dichiarato un membro del consiglio direttivo dell'Associazione Sidi Megdoul in reazione alla posizione della delegata del Ministero della Salute, che ha rifiutato l'accesso alle cure del centro a pazienti che hanno i mezzi per pagare il costo delle sedute.

Un blocco che dura da mesi, causando sofferenza e minacciando di morte diversi pazienti affetti da insufficienza renale.

Il centro di emodialisi di Essaouira è gestito dall'Associazione Sidi Megdoul in partenariato con il Ministero della Salute.

Creato grazie a mecenati e persone di buona volontà locali, il centro ha sempre garantito sedute di emodialisi gratuite ai pazienti bisognosi che dipendono dai suoi servizi. In seguito, si è scoperto che vi sono altri casi che hanno i mezzi per pagare il costo delle sedute, ma che preferiscono ricevere le cure a Essaouira perché non riescono più a sopportare il calvario degli spostamenti, che avvengono a un ritmo di due o tre volte a settimana a volte. Certo, il consiglio direttivo dell'Associazione Sidi Megdoul aveva reagito favorevolmente a questa situazione, concedendo a questi pazienti l'accesso alle cure del centro dietro pagamento del prezzo fissato dalla legge, ma la delegazione del Ministero della Salute si è sempre opposta a questa decisione, che doveva salvare vite e, di conseguenza, rafforzare i mezzi di intervento dell'Associazione.

Due posizioni contraddittorie che hanno spinto l'Associazione a ricorrere alla giustizia per difendere la propria autonomia e far rispettare le proprie decisioni, da una parte, e dall'altra salvare le vite di diversi pazienti minacciati dalla morte in attesa di una seduta presso il centro di emodialisi.

43 pazienti provenienti dai diversi comuni della provincia di Essaouira beneficiano regolarmente dei servizi del centro di emodialisi di Essaouira, mentre altri 61 figurano ancora sulla lista d'attesa per l'ammissione o per la morte.

Abbiamo provato a contattare la delegata del Ministero della Salute per ulteriori chiarimenti, ma invano.

Fornitore/Fonte : Abdelali khallad, Libération


Abdelali khallad, Libération
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Abdelali khallad, Libération

Libération est un quotidien d'informations marocain dont le siège est situé à Casablanca. Il est le quotidien en langue française de l'Union socialiste des forces populaires. Son homologue arabophone est Al Ittihad al Ichtiraki.http://www.libe.ma/pages/Nous-contacter_ap1147920.html

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