Una donna di 30 anni e madre di cinque figli ha trovato la morte, sabato scorso, presso il reparto maternità del Centro ospedaliero provinciale di Essaouira, a seguito di un parto in casa. Questo ha causato un'emorragia che ha reso necessaria la sua ospedalizzazione e l'asportazione dell'utero. Ha dato alla luce due gemelli (maschio e femmina) prima di passare a miglior vita a seguito di questa emorragia.
Abbiamo provato a contattare la delegata del Ministero della Salute o il direttore dell'ospedale per avere più chiarimenti su questo nuovo caso, ma senza riuscirci, come era stato il caso in diverse occasioni.
Questo altro dramma rimette in discussione il problema della vicinanza delle strutture sanitarie, legato a una problematica complessa dovuta a fattori socioculturali, politici, economici e amministrativi. Diverse donne e i loro neonati sono frequentemente vittime di questa situazione insostenibile in un Marocco che dichiara i diritti ma senza agire sufficientemente per renderli accessibili. E prendendo in conto le circostanze eccezionali di questo caso, poiché la donna aveva partorito a casa per mancanza di accessibilità e per carenza di accompagnamento e di sensibilizzazione sanitaria, il reparto maternità è sempre stato bersaglio di critiche e di lamentele da parte delle donne incinte e delle loro famiglie. Due casi attendono ancora il giudizio del tribunale di prima istanza a seguito delle denunce depositate un anno prima.
Durante un ultimo contatto con il marito di una vittima originaria di Ait Daoued, il querelante si è dichiarato preoccupato per la lentezza del processo e delle assenze ripetitive del principale accusato, che non è altro che un ginecologo all'interno del suddetto reparto, al quale il querelante rimprovera mancanze che hanno causato la morte di sua moglie e di suo figlio.
Un'altra vittima reclama ancora giustizia, una donna di Hanchane, uscita da un parto assicurato dal suddetto medico con serie complicazioni genitali, e lo accusa di mancanze che necessitano riparazione. La Corte aveva precedentemente ordinato una perizia medica per determinare la gravità dei danni e avere così più visibilità prima di pronunciarsi su questo caso.
Il Centro ospedaliero di Essaouira soffre attualmente di gravi disfunzionamenti, le cui conseguenze sono assunte quotidianamente dai cittadini. Non si parlerà mai abbastanza di corruzione, della mancanza di organico e di attrezzature, dei problemi di igiene e soprattutto della mediocrità della gestione amministrativa. La settimana scorsa, un cittadino ha alzato la voce davanti al reparto di oftalmologia, che gli ha accordato un appuntamento tra cinque mesi. Certo, l'organico fa difetto di fronte al numero elevato di pazienti in una provincia che conta più di quattrocentomila abitanti, ma bisogna citare la strategia adottata da alcuni medici che respingono i tempi degli appuntamenti al fine di forzare i pazienti a optare per la clinica privata accanto.
Una giovane delegata che assicura la funzione ad interim da un anno ormai, un'amministrazione che trascina i piedi davanti alla gravità della situazione, la corruzione che imperversa, tra l'altro, il Ministro della Salute ha davvero molto da fare a Essaouira.
Fornitore/Fonte : Libération